NUOVA CROCIATA GERMANICA

Come riportato ampiamente dalla stampa internazionale, con contraccolpi anche nella nostra penisola per via di presunte liste di evasori piu’ o meno noti, e’ partita dalla Germania una vera e propria crociata finanziaria, culturale, politica e sociale contro i vari paradisi fiscali del vecchio continente.

Il 14 Febbraio 2008 le autorita’ tedesche hanno avviato le indagini contro l’ex Amministratore delegato della DEUTSCHE POST per evasione fiscale, scoprendo vari fondi occultati in conti correnti del LIECHTENSTEIN. La Germania, arriabbiatissima, ha mobilitato i suoi servizi segreti e, corrompendo un dipendente di banca con una vera e propria tangente di svariati milioni di euro (mi sembra oltre i 4), hanno ottenuto liste di correntisti. Di questi, ben 400 sono riconducibili a entita’ o individui italiani. Tralasciando la questione prettamente nazionale italiana, assolutamente irrilevante, emerge con forza un’iniziativa tedesca che sta avendo ripercussioni internazionali notevoli. Il Ministro delle Finanze Tedesco, tale Steinbruck, ha appellato il piccolo stato del Liechtenstein come un luogo in cui l’evasione fiscale assume lo status di “diritto umano”, mentre la segretezza delle pratiche bancarie gode della piu’ alta protezione costituzionale. Il Capo di Stato del Liechtenstein riceve quindi minacce ufficiali, trasmesse da parte del canale diplomatico di Berlino, a concedere informazioni utili contro tutti gli evasori tedeschi. Ma quest’ultimo, che di nome fa ALOIS ed e’ “Principe”, fa spallucce e, inviperitissimo, dichiara il proprio principato sotto assedio, accusa i tedeschi di ingerenza in affari interni di uno stato sovrano, e respinge ogni accusa.

La Gemrania va oltre: dichiara il Liechtenstein “Stato Canaglia”, avvalendosi dell’aggettivo utilizzato dal Gotha dell’imperialismo occidentale del terzo millennio, George Bush, per descrivere il Sudan, la Korea del Nord, l’Iran e l’Afghanistan dei Talebani. I tedeschi non demordono: in vista di prossimi negoziati per l’accesso del Liechtenstein nel trattato di Schengen, un ingresso che deve essere ratificato da tutti i Paesi membri, preannunciano che rifiuteranno la ratifica. Berlino procede diritto e intende obbligare le proprie banche a comunicare ogni transazione che riguardi conti correnti tedeschi con quelli di Liechtenstein, Andorra, Monaco; annuncia allo stesso tempo l’avvio di trattative con Svizzera, Austria e Lussemburgo, sullo stesso tema.

Il fervore Tedesco rappresenta un impegno contro l’evasione fiscale, perpretrata soprattutto dalla criminalita’ organizzata. Senz’altro risponde all’emergenza di risolvere una contraddizione tutta europea di avere, nel pieno del proprio regolatissimo e purissimo, perpetuamente pacifico, territorio, alcuni buchi neri, che gli occidentali simpaticamente, e ottimisticamente, chiamano “Paradisi Fiscali”. Questi fanno comodo a tutti. Pensiamo al Regno Unito che si e’ inventata tre stati, che i tedeschi definirebbero “Canaglia”, alle dirette dipendenze della Corona, ovvero l’Isola di Mann, l’Isola di Guernsey e l’Isola di Jersey, tutte tax free. Ma tutto questo fervore e’ sintomo di una tracotanza accentratrice, tutta tedesca, che di fatto interferisce con quei minuscoli territori ove la sovranita’ locale vive proprio di questa privilegiata politica bancaria dalla quale beneficiano tutti i motori economici, industriali e commerciali dei principali stati europei, a partire dalla Germania. Quale destino? Eliminare i “nostri” paradisi oppure fare nuovamente finta di nulla? Ne riparleremo. Aspettiamo di vedere i prossimi sviluppi e dove si arrivera’. Qualcosa mi dice che non succedera’ nulla.

~ di eziofabiani su Marzo 18, 2008.

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